La denominazione di un prodotto incide profondamente sulla sua identificazione e ILaré deve il suo nome al buon umore che il vino da sempre dona ai suoi consumatori. L'ilarità contagia le forme tipografiche nel dichiararne l'allusione, ne stira le fattezze per richiamare alla mente suggestioni sonore idealmente tradotte in lineamenti ammiccanti.
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
