Esistono luoghi dove la bussola della storia non aiuta ad orientarsi: impianti normanni turriti in facciata accolgono «mosaici bizantini, motivi islamici, sculture catalano-provenzali, porte di bronzo in rilievo dei maestri pisani e pugliesi». Esistono luoghi che fanno della sintesi la loro potenza evocativa, riassumono al contempo le gesta epiche della chanson e le novelle millenarie persiane, mediano con la pietra intarsiata il latino, il greco, l'arabo e l'ebraico, riscrivendo nuove mappe e nuovi orientamenti.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
