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De Kiefhoek, Minimum housing, Rotterdam (Jacobus Johannes Pieter Oud)

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Conciliare il radicalismo estetico con l'impegno sociale ha prodotto false speranze utopiche di riscatto collettivo, per ridursi successivamente a semplici strumentalizzazioni personalistiche. La paziente ricerca nel conciliare istanze diverse ed alle volte opposte in misurati ambienti per la classe operaia, fa di umili case a schiera un utile modello di riferimento di valore fondamentale. «L'impegno con cui sono stati studiati tutti i particolari caratterizza profondamente - moralmente si potrebbe dire, se la parola non fosse così abusata – l'architettura di Oud. Dietro ogni scelta si sente la disciplina figurativa del neo-plasticismo; ma lo sforzo di semplificazione e di abbassamento dei costi, induce l'architetto ad accantonare ogni ricerca combinatoria fuori dal comune (...)».

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Halaesa Arconidea, Tusa

Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.

Chiesa di San Giovanni Battista o Chiesa dell'Autostrada, Campi Bisenzio. Esterno (Giovanni Michelucci)

Ci sono legami affettivi che mantengono costante la loro vivacità anche nello svolgersi di una vita centenaria. Ci sono luoghi che si identificano con la poetica di chi li ha vissuti intensamente, conoscendone le rocce o disegnandone gli alberi. Legami tangibili ed amorevoli che «costituiscono un importante strumento per ripristinare relazioni. Attraverso i materiali ed il loro uso transita, infatti, la storia e si fissano i legami spazio-temporali», tramutando storie personali in universali: il sasso fior d'oro (o pietra di San Giuliano) come estratto dal Golgota o le bibliche venature lignee dell'arca sul calcestruzzo disarmato. E' «la nostra dimora terrestre, che non è se non una tenda».

Museo Diocesano, Parma

Frammenti sfuggenti ricompongono memorie dimenticate in «un suolo che si prolunga davanti a noi e sotto i nostri piedi», un suolo continuamente indagato da domande e costituito da strati che incorporano risposte da riordinare. «Clarus et Decentius» estesero la «Augusta Parmensis» dalla tarda antichità al nuovo credo intrecciando modelli codificati ed iconografie simboliche ed allusive.