Truus Schröder-Schräder fu donna energica, indipendente e, per gli inizi del XX secolo, moderna in modo determinato e provocatorio. Un alter ego insostituibile (e praticamente introvabile) capace di bilanciare, in una sorta muto contrasto, altrettanta determinatezza provocatoria e radicale. Il nuovo «Stile (De Stijl)» teorizza se stesso immaginandosi fluttuante tra colori primari e piani in crescita progressiva, «antigravitazionale, (con) la propensione per ciò che è aereo e si libra nell’aria», levitando tra misticismo e nuova iconoclastia del «pensiero puro».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
