Il film Hotel Rwanda narra in modo diretto di un genocidio per lungo tempo misconosciuto e le vicende di un uomo che «quando il mondo chiuse gli occhi, lui aprì le sue braccia». Storia filtrata da sceneggiatori abili ad evocare accadimenti atroci altrimenti impossibili da descrivere nuovamente per immagini. Crudeltà interpretate dalla stessa locandina del film, riportata nella copertina della brochure, sintetica e drammatica nel rappresentare esili braccia tese verso l'alto logorate fino all'estremo.
Contestualmente al progetto per il centro commerciale, si ipotizzò la possibilità di realizzare anche un centro sportivo in un area residuale di forma triangolare nelle immediate vicinanze. Tralasciando gli aspetti specifici dell'area che condizionarono le prime ipotesi progettuali, l'attenzione si spostò successivamente su caratteri più generali d'identità funzionale e formale e sulla possibilità di formulare una sorta di modello o prototipo applicabile anche in altri contesti.
