Il film Hotel Rwanda narra in modo diretto di un genocidio per lungo tempo misconosciuto e le vicende di un uomo che «quando il mondo chiuse gli occhi, lui aprì le sue braccia». Storia filtrata da sceneggiatori abili ad evocare accadimenti atroci altrimenti impossibili da descrivere nuovamente per immagini. Crudeltà interpretate dalla stessa locandina del film, riportata nella copertina della brochure, sintetica e drammatica nel rappresentare esili braccia tese verso l'alto logorate fino all'estremo.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
