Il film Hotel Rwanda narra in modo diretto di un genocidio per lungo tempo misconosciuto e le vicende di un uomo che «quando il mondo chiuse gli occhi, lui aprì le sue braccia». Storia filtrata da sceneggiatori abili ad evocare accadimenti atroci altrimenti impossibili da descrivere nuovamente per immagini. Crudeltà interpretate dalla stessa locandina del film, riportata nella copertina della brochure, sintetica e drammatica nel rappresentare esili braccia tese verso l'alto logorate fino all'estremo.
Impaginazione grafica della tavola espositiva per la mostra "Sicily 3.0_Abstracts_T" (in coll. 2014)
La rappresentazione dell'architettura e dei suoi fondamenti costruttivi ha un percorso di sviluppo lungo due millenni, vedendo transitare la realtà tridimensionale in disegno bidimensionale e supporti litici venir soppiantati da pergamena, carta e dall'attuale digitale. Se l'intento è sempre la trasmissibilità di informazioni tecniche o la sofisticata comunicazione professionale, il passaggio fondamentale odierno si concentra sulla decodificazione di ciò che si deve impaginare , distribuire puntualmente in un layout , una griglia compositiva, che giustapponga disegni grafici di varia natura (tecnici, liberi, foto-realistici, concettuali, etc.). Implicitamente c'è sempre il tentativo di misurare le proprie capacità interpretative da applicare nella rilettura di ideatività altrui trasposte in un nuovo status formale e compositivo.
