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Basilica del Sepolcro, Bologna

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La trasposizione di modelli assoluti impose «la dimensione imperativa dell'archetipo nei confronti della realtà» adottando «il prototipo, la pre-forma, come generatore» di simboli oggettivi eseguiti dall'anonimato di varie sensibilità. La «"forma divina" può ammettere in se stessa, dentro se stessa, nella sua costruzione, l'intervento ibrido, imperfetto, acquisito dalla concretezza della casualità. (...) Ospita contemporaneamente la chiarezza dell'idea iniziale, la sua astrazione», e la vitalità gioiosa di trame e tarsie variamente interpretate.