Prefigurare, cioè l'atto stesso del dar «forma alle nostre libere associazioni», delinea dei legami affettivi con una geografia "immaginata" ed evocata da «presenze lontane, latenti, inoperanti» che andranno a costituire un territorio ricomposto nella sua essenza iconografica. Un collage di «territori delicati, colline ondulate e rigate appena punteggiate da case, (...) un paesaggio naturalistico ed ideale allo stesso tempo». La geometria storica ed utilitaristica disegna orizzontalmente un panorama costituito da «scansioni ritmiche e cromatiche di diversa matericità (...)», in cui l'interpretazione «suggerisce l'idea di una superficie strutturata in tracciati ordinatori e campi ritmici, occupata da elementi arcaici posati sul suolo e disposti frammentariamente. Un paesaggio familiare, elementare ed essenziale al contempo».
Contestualmente al progetto per il centro commerciale, si ipotizzò la possibilità di realizzare anche un centro sportivo in un area residuale di forma triangolare nelle immediate vicinanze. Tralasciando gli aspetti specifici dell'area che condizionarono le prime ipotesi progettuali, l'attenzione si spostò successivamente su caratteri più generali d'identità funzionale e formale e sulla possibilità di formulare una sorta di modello o prototipo applicabile anche in altri contesti.
