Cattedrale di San Martino, Chiesa di San Michele in Foro, Piazza dell'Anfiteatro, Torre Guinigi, Lucca
Certi luoghi sembrano suggerire un percorso ciclico in cui il punto iniziale si sovrapponga ad uno finale, anche in un altrove analogo per storia e per vicende, confermando un atteggiamento di trasformazione e persistenza. Il Teatro della città diventa Palazzo nella Roma papalina, si disgrega nella micro-comunità di Santa Croce e fortezza a Bosra, viene riletto tipologicamente in piazza-Anfiteatro a Lucca, diventa logica insediativa nella permanenza di Diocleziano che si fa Spalato, tornando in fine ad essere se stesso nella sintesi storica di Arles e Cartagena. «La considerazione dell'importanza materiale, simbolica e funzionale dell'impianto urbano, unita al permanere in situ della popolazione, ha determinato il mantenimento in vita di valori storico-urbani. (...) Lo stesso teatro della città ha potuto mantenere quasi intatte le sue forme originarie grazie alla continuità d'uso».
